Page 3 - merged
P. 3
Questo rapido sviluppo degli studi sopra la struttura dell' atomo
determinò forse un certo rallentamento nell'interesse dei fisici per i feno-
meni che hanno sede nel nucleo atomico. La situazione determinatasi
può trovare un riscontro in un analogo sviluppo degli studi di astronomia.
Anche in questa scienza l'interesse si rivolse dapprima al calcolo del
moto dei pianeti attorno al sole che i metodi della meccanica celeste
permisero di seguire fin nei più minuti dettagli. Solo in un secondo
tempo, dopo che il moto dei pianeti fu completamente descritto e com-
preso, gli astronomi rivolsero la loro attenzione alle proprietà interne del
sole considerato non solamente come centro di attrazione per i pianeti,
ma come oggetto di studio in sé.
Accadde analogamente nella fisica che il rallentarsi dell'interesse
per i problemi relativi al moto e alle proprietà del sistema di elettroni che
circonda il nucleo positivo che si determinò quando almeno i problemi
fondamentali in questo campo ebbero trovato soddisfacente soluzione,
determinò un intensificarsi degli studi sopra la struttura interna del
nucleo; studi che, nel paragone astronomico, corrispondono a quelli della
fisica solare e dell' astrofisica.
I fenomeni radioattivi sono la forma più appariscente dei fenomeni
nucleari; si è riconosciuto infatti da tempo che le radiazioni ex e [3 vengono
originate da specie di esplosioni durante le quali i nuclei degli elementi
più pesanti perdono alcune delle loro particelle trasmutandosi in nuclei
meno complessi.
L'intensificarsi degli studi di fisica nucleare al quale abbiamo ora
accennato, fu facilitato poi dagli enormi progressi che, dal tempo della
prima scoperta, erano stati frattanto compiuti dalla tecnica per l'osserva-
zione delle radiazioni radioattive. Si pensi che i primi studi sulle proprietà
dei raggi ex erano in gran parte eseguiti con lo spintariscopio e cioè con
un piccolo schermo fluorescente sul quale lo sperimentatore osservava al
microscopio le minutissime scintilline prodotte dall'urto di una particella
ex contro lo schermo. Le osservazioni erano eseguite talvolta per lunghe
ore nella più assoluta oscurità, richiedendo un'attenzione continua e
faticosissima da parte dell' osservatore. Oggi possiamo invece osservare e
rendere percettibile all'uditorio e contare automaticamente l'arrivo di una
sola particella α o β [3, mediante un apparecchio semplicissimo, il contatore.
Esso è costituito da un tubetto di alluminio, lungo pochi centi-
12 I Enrico Fermi

